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Legni

 

Informazioni storico-culturali

Sul versante meridionale delle Alpi, dove il castagno da millenni è di casa, il suo legno viene impiegato in edilizia, in viticoltura e per la costruzione di finestre e mobili. Le doghe delle botti in legno di castagno destinate all’invecchiamento del vino contengono troppo acido tannico, un po’ più della quercia. Per questo motivo un tempo si ricavava dal legno di castagno un estratto di tannino impiegato nella concia del cuoio. Nella produzione tradizionale dell’aceto balsamico, la fase di fermentazione centrale delle 5 necessarie, deve avvenire in botti di castagno. Ciò permette all’aceto di conferire alle pietanze i suoi aromi delicati e penetranti.

 

Denominazione e provenienza:

 

NOME LATINO: Castanea sativa Mill.

 

AREA DI VEGETAZIONE NATURALE: in Italia: fascia montana di bassa altitudine sia della catena alpina che degli Appennini. In Europa presente nella fascia meridionale ed in varie zone del settore centro-occidentale con insediamenti discontinui derivanti da antichi impianti artificiali; trovasi altresì  nella Turchia asiatica e sulla catena nord-africana dell’ Atlante.

CARATTERISTICHE DEI FUSTI: sono fortemente difformi a seconda del governo e del trattamento dei soprassuoli. I polloni cedui sono diritti e regolari mentre le piante d’alto fusto destinate alla produzione del frutto sono condizionate dall’innesto e dagli interventi colturali: l’altezza può giungere a 30 m ed il diametro a petto d ‘uomo anche a 2 m; la chioma è molto ampia e portata da biforcazioni o da grossi rami inseriti piuttosto in basso. Il portamento non è mai molto regolare: in particolare negli individui destinati alla produzione delle castagne in corrispondenza dell’innesto vi è sempre una evidente malformazione con deviazione della fibratura: frequenti le cipollature.


ASPETTO E CARATTERISTICHE DEL LEGNO: nei polloni cedui la sezione è generalmente tutta di colore biancastro giallognolo: tale colore è anche quello del sottile alburno delle piante d’alto fusto nelle quali il durame, nettamente differenziato, assume colorazioni brune di varia intensità, talora con variegature notevolmente più cupe. Gli anelli di incremento, di diversa ampiezza a seconda della stazione, sono nettamente individuabili. Alto contenuto di tannini.


LAVORABILITÀ: La segagione è agevole purché la fibratura non sia troppo irregolare: altrettanto può ripetersi per la piallatura, operazione che peraltro non riesce sempre in modo perfetto.

L ‘essiccazione è piuttosto lenta e talora non immune da una irregolare distribuzione finale dell’umidità. Il materiale lasciato all’esterno risulta spesso macchiato in nerastro mentre dall’essiccazione in forno possono derivare fenomeni di collasso, deformazioni e fenditure.legno castagno


La sfogliatura è praticata molto di rado mentre la tranciatura dei tronchi di avanzata età con durame molto colorato può fornire apprezzate impiallacciature decorative.

La tinteggiatura e la verniciatura non risultano difficili, ma a causa dell’elevato contenuto di tannini del legno usando nuovi prodotti di finitura conviene sempre fare qualche prova preliminare: la forte porosità porta comunque ad un abbondante consumo di turapori.

Da tenere sempre presente che in ambiente umido il contatto con pezzi metallici (attrezzi di lavorazione, chiodi, viti, perni, ecc.) può facilmente determinare sul legno sgradevoli macchie nerastre.

 

 

Proprietà

Il legno di castagno è mediamente pesante (massa volumica secca 530 kg/m3) e possiede una durezza di Brinell di 18 N/mm2. Ha valori di ritiro contenuti ed una buona stabilità. Il legno è di difficile essiccazione, con marcata tendenza al collasso cellulare. La lavorabilità è buona, da buono a soddisfacente è anche l’incollaggio, facile la lucidatura. Il contatto con il ferro può produrre alterazioni cromatiche. Molto buona è la durabilità, il castagno si posiziona nella seconda classe.

 

IMPIEGHI PRINCIPALI: non vi è settore dell’artigianato o delle industrie del legno che non si possa giovare del legname del Castagno. Dai giovani virgulti adoperabili come sostegno di colture floreali o per cerchi di botti si passa via via ai paletti agricoli ed alla paleria per linee elettriche, al tondello per doghe e per  frise, ai tondoni per travature squadrate o segate, ai tronchi da sega oda tranciatura, al materiale da triturazione per pannelli di vario tipo, per carta e cellulosa o per l’estrazione del tannino. Le applicazioni di maggior interesse sono senza dubbio quelle che rientrano nel settore delle costruzioni e questa scheda fornisce precisazioni per quanto concerne le strutture portanti vere e proprie mentre altri cenni verranno fatti nelle sezioni riguardanti l’arredamento, i mobili, gli infissi e la pavimentazione.

 

Nota. Il legname di Castagno consumato in Italia deriva in gran parte dalla produzione nazionale, ma negli ultimi anni si sono anche importati discreti quantitativi dalla Francia, sia in tronchi da tranciatura che in

 

 

 

 

 

Informazioni storico-culturali

 

 

Dai manici per lance, zappe e asce del neolitico, lo sviluppo ha portato oggi ai manici per martelli, picconi e badili. Gli artigiani esperti sanno che la fibratura dovrebbe essere longitudinale. Questo diminuisce il pericolo di spaccature longitudinali in conseguenza di violente sollecitazioni. Per la costruzione dei carri il legno di frassino, stabile ed elastico, era l’ideale. Questo materiale venne impiegato anche per le carrozzerie delle automobili, tuttavia, come nella produzione degli sci, è stato superato da tempo da altri materiali. E chi si ricorda ancora delle panche di legno dei treni con la curvatura ergonomica? 
È rimasta l’attrattività del legno chiaro per i mobili di pregio.

 

 

Denominazione e provenienza:

 

NOME LATINO: Fraxinus excelsior L. e Fraxinus ornus L.


AREA DI VEGETAZIONE NATURALE: in Italia ed in Europa (con esclusione della fascia più settentrionale) presente sporadicamente nelle formazioni boschive a Latifoglie miste, dalla pianura alla media montagna.


CARATTERISTICHE DEI FUSTI: l’albero raggiunge l’altezza di 30-32 m e diametro a petto d’uomo di 50-60 cm. Il fusto è slanciato, ma non sempre perfettamente diritto; la chioma non è mai molto espansa essendo formata da rami di diametro relativamente modesto. Frequenti le tensioni interne.


ASPETTO E CARATTERISTICHE DEL LEGNO: l’alburno di colore biancastro giallognolo si differenzia dal durarne leggermente più scuro: talvolta poi compare una zona centrale nerastra, a contorno irregolare frassino olivato) presumibilmente provocata da attacchi fungini. Le superfici radiali appaiono di lucentezza madreperlacea grazie ai numerosi e finissimi raggi midollari.legno frassino


LAVORABILITÀ: la segagione, la piallatura e la levigatura non presentano difficoltà e portano a buoni risultati.

L’ essiccazione è abbastanza agevole, ma nel suo decorso possono verificarsi una serie di deformazioni: occorre quindi procedere con prudenza e al termine far subire ai segati una buona ricondizionatura .

La sfogliatura per ottenere l’impiellacciatura  è praticata molto di rado: la tranciatura deve essere preceduta da un adeguato ammorbidimento: non possono comunque ottenersi fogli molto sottili.

Le unioni con chiodi o viti esigono la foratura preventiva delle sedi: una volta eseguite risultano di buona efficienza.

L ‘incollaggio avviene normalmente.

La tinteggiatura e la verniciatura richiedono un  elevato impiego di turapori ma danno buoni risultati finali.


 

Proprietà

Con una massa volumica secca di 670 kg/m3 il frassino appartiene ai legni più pesanti e duri (durezza di Brinell di 38 N/mm2). È tenace ed elastico. La sua lavorazione richiede un medio dispendio energetico, tuttavia è necessario fare attenzione alle differenze di durezza tra il legno primaverile e tardivo, soprattutto nel caso di anelli di accrescimento ampi con porzione di legno tardivo estesa. Il legno vaporizzato si piega, taglia e sfoglia facilmente. L’essiccazione è veloce e non produce difetti, tuttavia nel caso di essiccazione artificiale, si può perdere la tonalità chiara a scapito di un colore grigio indesiderato. Alla luce il legno bianco del frassino ingiallisce. Al fine di evitare la formazione di aloni scuri, nel trattamento delle superfici dei legni con vasi grossi è consigliabile il riempimento degli stessi. Il legno di frassino è attaccabile dai funghi (classe di durabilità 5) e da insetti dannosi; l’impregnabilità è media.

 

IMPIEGHI PRINCIPALI: il legno di Frassino è particolarmente adatto per lavori di  falegnameria i cui prodotti finali devono resistere a sollecitazioni meccaniche. Il  piacevole aspetto estetico lo fa anche apprezzare per mobili ed arredamento di  interni: per queste ultime applicazioni trovano impiego anche le impiallacciature  tranciate dove sono state eliminate le parti fiammate

Nota. Il consumo italiano di legno di Frassino è coperto in parte dalle disponibilità  interne ed in parte da importazioni provenienti dalla Francia e dalla Jugoslavia.

 

 

 

 

Informazioni storico-culturali

Il colore rosso del frutto ed il suo sapore dolce suscitano associazioni al piacere, all’amore e al proibito. Per questo motivo, come si dice, le ciliegie rubate sono quelle più gustose. Non poca di questa forza sensuale sembra celarsi anche nel legno rosso e brunodorato, la qual cosa infonde ospitalità e calore. Con i noccioli, messi in gran numero in sacchi di lino, si può portare il calore della stufa nei freddi letti invernali. Dal periodo biedermeier e liberty il pregiato legno motivò le forme di mobili eleganti.

 

 

NOME LATINO: Prunus avium cerasus.

AREA DI VEGETAZIONE NATURALE: è diffuso in tutta Europa ad eccezione del Nord della Scandinavia. Originario dell’Asia Minore e del Caucaso, in Italia è presente allo stato spontaneo e sporadico nelle aree collinari, ed in quelle di bassa e media montagna.

CARATTERISTICHE DEI FUSTI: è una pianta che cresce nei boschi e s’innalza fino a 15/20 m, la sua corteccia è grigio-bruna, liscia, lucente, le foglie sono ovali, i frutti del ciliegio selvatico sono più piccoli e scuri di quello coltivato.

ASPETTO E CARATTERISTICHE DEL LEGNO: legno robusto, buona resistenza alla flessione e all’urto, compatto non si spacca facilmente, nodi piccoli, il legno è di un  colore giallo-arancione tendente al rossiccio, gentile è la sua venatura.

LAVORABILITÀ: molto buona.


Proprietà

Il legno di ciliegio è mediamente pesante (massa volumica secca di 570 kg/m3) e da mediamente duro a duro (durezza di Brinell di 31 N/mm2). Questo legno è facilmente lavorabile con qualsiasi utensile ed in tutti i modi. Grazie alla struttura omogenea è possibile ottenere delle superfici estremamente lisce. Generalmente l’essiccazione avviene velocemente e senza problemi. I pezzi di dimensioni più grandi tendono a spaccarsi in testa, in quelli piccoli c’è il rischio di deformazioni. Nel caso di essiccazione all’aria si deve fare attenzione che il legno sia accuratamente accatastato e coperto. Contro l’attacco di funghi è mediamente durevole (classe 3). Viene minacciato soprattutto dai tarli (Anobium).

 


IMPIEGHI PRINCIPALI: Il ciliegio è un legno decorativo usato per mobili ed  in ebanisteria. Il ciliegio europeo è disponibile solo in quantità limitate e si  tende ad usarlo per mobili speciali. Il ciliegio americano è più facilmente  disponibile e commercialmente importante negli stati centrali dell’atlantico.  E’ usato per pannellature, mobili, falegnameria di alta classe e per piastre  galvaniche. Viene impiegato per tutti i lavori di ebanisteria fine. La varietà  americana Prunus serotina denominata anche black cherry, per il suo bel  colore scuro ed intenso è particolarmente pregiata e viene utilizzata per  costruire strumenti musicali, nelle costruzioni navali, per pipe, ed è p  particolarmente richiesta in ebanisteria per mobili di valore. Viene anche l  largamente impiegata dalle industrie del mobile.


 

 

Informazioni storico-culturali

Quando in giugno gli alberi di noce sono carichi di frutti verdi, la gente ancora oggi crede che verrà un anno in cui nasceranno più bambini che bambine. Certo è che la pianta tiene lontane zanzare e mosche, per cui essa è doppiamente apprezzata come simbolica pianta da cortile e come dispensatore di ombra nei giardini delle osterie. Allo stesso modo casse e cassepanche di questo legno, ricco di tannini, proteggono il loro contenuto dalle tarme. Tuttavia questo legno pregiato e dal colore e disegno attrattivi dovrebbe essere usato per manufatti di pregio e con una lavorazione accurata, altrimenti sarebbe sprecato.

NOME LATINO: Juglans regia L:

AREA DI VEGETAZIONE: il Noce non appartiene alla flora forestale ma è coltivato nell’Europa meridionale e nella parte Sud dell’Europa centrale per la produzione dei suoi frutti.


CARATTERISTICHE DEI FUSTI: trattandosi di alberi cresciuti sempre isolatamente il fusto non è mai slanciato, ma si presenta piuttosto tozzo, a chioma inserita generalmente in basso, su una impalcatura di rami o biforcazioni di diametro abbastanza elevato, cosi da risultare ampia e tondeggiante .


ASPETTO E CARATTERISTICHE DEL LEGNO: il largo alburno giallognolo biancastro si differenzia nettamente dal durarne bruno cupo variegato, talora sfumante in tonalità grigie, a contorno non sempre regolare.


LAVORABILITÀ: tutte le operazioni sia di carattere meccanico che di altro tipo: segagione essiccazione, sfogliatura e tranciatura, collegamenti con chiodi o viti, oppure ad incollaggio sono di agevole effettuazione e portano ad ottimi risultati. La tinteggiatura avviene facilmente e ad essa si ricorre abbastanza di frequente applicandola all’alburno per renderlo simile al durame. La verniciatura si compie regolarmente e fornisce superfici finite di ottimo aspetto .


Proprietà

Il legno di noce è considerato da mediamente pesante a pesante (massa volumica secca di 520 kg/m3); in alcune norme vi sono elevati valori di durezza fuorvianti, essa è pari a 30 N/mm2. Questo legno si essicca bene, anche se lentamente. Si lavora, vernicia e lucida molto bene. Nell’incollaggio possono formarsi a causa degli alcali contenuti nelle colle delle macchie di acido tannico. Il contatto con ferro provoca una colorazione blunera e un’evidente corrosione. Per quanto riguarda la durabilità naturale il noce si trova nel mezzo, classe 3; la sua predisposizione ad essere attaccato dagli insetti dannosi è nota ai possessori di mobili in noce. Si impregna difficilmente.

 


IMPIEGHI PRINCIPALI:

Nota. La continua ed insistente richiesta di  legname di Noce per i vari impieghi  precisati più  sopra e d’altro canto la mancata sostituzione da  parte degli agricoltori  degli alberi abbattuti per  vendere il legname, ha portato al progressivo  esaurimento  delle disponibilità interne che un  tempo erano discrete.

Questo fatto ha avuto due conseguenze: la  prima è che ci si è rivolti a cercare di  importare  tronchi di Noce dalle zone ove tale pianta è  ancora presente in discreti  quantitativi (Turchia,  Iran, Pakistan, catena himalayana). La seconda  conseguenza  è che si è andati alla ricerca di  legni sostitutivi, aventi cioè una certa    rassomiglianza con il vero Noce. Da un punto di  vista generale questo fatto è del  tutto logico ma  non è giustificabile adottare per tali legni  sostitutivi il nome «Noce  di. ..» quando invece  si tratta di specie ben diverse tanto sotto l  ‘aspetto botanico  quanto per le caratteristiche  tecnologiche.

 

 

 

Informazioni storico-culturali

Il valore dei boschi di quercia è stato misurato fino ai tempi moderni con la capacità di ingrassare i maiali. I conoscitori sanno ancora oggi apprezzare i prosciutti provenienti dalla Spagna e dalla Francia ottenuti da un’alimentazione dei maiali a base di ghiande. L’eccessiva attività di costruzione navale minacciò nel XVIII secolo i boschi di quercia; fu però allo stesso tempo motivo di impianto di popolamenti che oggi sono maturi per il taglio. La quercia non fornisce una rendita nel breve periodo. Chi la pianta, lo fa perché pensa al futuro. Per questo la quercia rappresenta da tempo la continuità e la forza. Questa pianta profondamente ancorata nel terreno si spezza piuttosto che sradicarsi.

 

NOME LATINO: La denominazione commerciale di ROVERE copre il materiale fornito da tre specie botanicamente distinte, ma i cui legni sono difficilmente distinguibili l’uno dall’altro. Dette tre specie sono la Quercus petraea Liebl. (o vèra Rovere), la Q. pedunculata Ehrh. (o Farnia) e la Q. pubescensWilld. (0 Roverella).

AREA DI VEGETAZIONE NATURALE: in Italia nella pianura padana prevaleva anticamente la Farnia che occupa ora ridottissime superfici, mentre al Centro e al Sud prevalgono le altre due specie. Nell’Europa centrale ed orientale la Farnia forma estese ed ottime foreste.

 

CARATTERISTICHE DEI FUSTI: gli alberi di Farnia e di Rovere possono raggiungere notevoli dimensioni: altezza superante talora 40 m con diametro a petto d’uomo di 1,50 m e più: le dimensioni della Roverella sono alquanto minori. Normalmente i fusti delle tre specie sono considerati maturi quando hanno diametro di 45-55 cm. Il fusto delle prime due specie è abbastanza diritto e regolare, con una chioma folta e piuttosto espansa impostata su grossi rami: la Roverella presenta generalmente fusti meno regolari di forma. In tutte tre le specie sono frequenti forti tensioni interne.

 

ASPETTO E CARATTERISTICHE DEL LEGNO: l’alburno giallognolo biancastro è nettamente differenziato dal durame bruno, passante a tonalità più cupe col tempo. I raggi midollari sono molto evidenti, particolarmente sulle superfici radiali dove formano lucide specchiature. Grazie ai grossi vasi (pori) del legno primaverile gli anelli di incremento sono chiaramente identificabili. Il materiale fresco di taglio ha uno spiccato odore acido ed in esso compaiono facilmente delle macchie nerastre per il contatto col metallo degli attrezzi di lavorazione.

 

LAVORABILITÀ : La segagione e la piallatura non presentano particolari difficoltà: è però da rilevarsi che a causa delle forti tensioni interne all’atto della segagione una parte delle tavole potranno aprirsi alle estremità con delle spaccature a V le quali purtroppo portano ad un sensibile abbassamento della resa di segagione.

L’essiccazione è lenta e poco agevole perché difficilmente si riesce ad ottenere una distribuzione omogenea dell’  umidità nel corpo delle tavole, soprattutto se queste sono di forte spessore. Da tale difficoltà -qualora si faccia ricorso ai forni ad aria calda -conseguono spesso fenomeni di collasso e deformazioni localizzate.

La sfogliatura (praticata raramente) e la tranciatura si effettuano facilmente e portano a risultati soddisfacenti.

La eventuale tinteggiatura (applicata poco frequentemente) e la verniciatura non pongono particolari problemi: in relazione alla porosità del legno richiedono però un elevato consumo di turapori .


Proprietà

Il legno di quercia è relativamente pesante (massa volumica secca 670 kg/m3) e duro (durezza di Brinell di 34 N/mm2). Particolari provenienze, come quella di Slavonia, quella francese, quella polacca o del Weinviertel, sono spesso associate a caratteristiche particolari. Il legno di quercia si sega, pialla, fora e fresa facilmente. È bene fare attenzione affinché vi sia una efficace aspirazione, poiché la polvere di questo legno provoca in alcune persone reazioni allergiche. L’essiccazione richiede molto tempo ed esperienza. Problemi ad essa legati sono il formarsi di crepe, di deformazioni fino al collasso cellulare e di colorazioni marrone scuro. A causa del contenuto di acidi tannici possono formarsi delle macchie da blu scuro a nere se il legno umido viene a contatto con i metalli. In relazione al contenuto di acidi tannici, gli abituali processi di trattamento delle superfici non presentano difficoltà; per la verniciatura devono essere impiegati prodotti per il riempimento dei pori. Il durame è durevole contro i funghi (classe di resistenza 2), tra gli organismi dannosi vi sono i coleotteri lictidi, che non di rado lasciano le proprie tracce all’interno dei parquet. Il trattamento con mezzi di protezione è difficile, L’impregnabilità è praticamente impossibile a causa dell’occlusione dei vasi causata dalle tille.

 

 

 

IMPIEGHI PRINCIPALI: il legname di Rovere è altamente pregiato sin dall’antichità per: costruzioni navali, marittime, idrauliche e stradali, per strutture portanti ed opere varie di carpenteria e di falegnameria.

Un impiego, di discreto interesse economico, è quello della decorazione mediante impiallacciature tranciate .

Nota. La consistente richiesta di legname di Rovere per i vari impieghi menzionati più sopra non può essere coperta dalle disponibilità italiane ed è pertanto necessario ricorrere a massicce importazioni: si tratta però non soltanto di un problema di quantità ma anche di qualità giacche il materiale proveniente dalla Francia, dalla Jugoslavia e dalla Polonia è giudicato assai migliore del nostro sia come lavorabilità che come aspetto. Untale fatto incontestabile dipende essenzialmente dall’ essere i querceti di tali paesi costituiti da Farnia e non dalla Rovere (sensu stricto) la quale invece -assieme alla Roverella -predomina in Italia.